I colleghi dell’operaio morto in autostrada A12 fanno colletta per aiutare la famiglia

Il quarantaduenne bengalese dilaniato e ucciso dei veicoli sopraggiunti quando coi suoi colleghi era sceso dal van che lo portava allo stabilimento Finantieri di Riva Trigoso lascia la moglie e una figlia

La raccolta fondi per la famiglia di Shames Basar è partita dai lavoratori dell’azienda appaltatrice di Fincantieri presso la quale l’uomo era assunto, l’impresa triestina Sgm. Si sono unite le Rsu di Fincantieri. L’obiettivo è quello di raccogliere fondi per pagare il trasporto della salma dell’uomo in Bangladesh dove la moglie è stata raggiunta dalla tragica notizia.

Continuano, intanto, le indagini della Polizia Stradale, coordinata dalla dirigente Paola Zappavigna, delegata dalla Procura che ha aperto un fascicolo per omicidio e lesioni stradali. Gli operatori della Polstrada stanno appurando quale sia stato il mezzo che per primo ha raggiunto il punto dove il van con a bordo 8 operai e il guidatore era andato a sbattere contro il muraglione. Come i colleghi, Shames Basar era sceso sotto shock dal mezzo, direttamente sulla sede stradale e lì è stato travolto da una prima auto. Poi, sul suo corpo sono passate quelle sopraggiunte in un secondo tempo.
Oltre ad alcuni automobilisti rimasti coinvolti nell’incidente, tutti con ferite non gravi, due colleghi di Shames Basar sono rimasti gravemente feriti e sono stati portati dall’elicottero Grifo al pronto soccorso San Martino. Si trovano attualmente ricoverati presso il reparto di Ortopedia dopo essere stati entrambi sottoposti ad interventi utili a ridurre le fratture riportate. Si tratta di un uomo di 36 anni di origine peruviana e di un altro di 49 anni proveniente dal Bangladesh.


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